Proprio così, lui è “papà amore” , io “mamma” a volte addirittura “mamma Chiara” quando invece decide di regalarmi una gioia o meglio, deve chiedermi qualcosa, divento anche “mammina”.

Ho sempre pensato che il rapporto papà-figlia fosse speciale, anche io in effetti mi rendo conto che per me mio papà è “papi” mentre mia mamma è “mamma” ma non perché voglio più bene a uno piuttosto che all’altro, assolutamente, credo che sia semplicemente una cosa innata.

Lo confesso, ogni tanto sono un po’ gelosa di questo rapporto che c’è tra le mie figlie e il loro papà ma allo stesso tempo vederli insieme mi riempie il cuore di gioia.

Spesso mi capita che Vittoria la piccolina, sia in braccio a me e vedendo il padre si getti fra le sue braccia come se fosse appena rientrato a casa dopo anni di assenza e invece era solo al piano di sotto a bere un caffè, oppure che la più grande mi cacci perché vuole il suo papà.

Quando è nata la mia secondogenita, Carlotta aveva appena compiuto 2 anni anzi, per l’esattezza sono nate lo stesso giorno, quindi era piccolina (non che ora sia grande) ed ha sofferto parecchio di gelosia.

Avevamo appena tolto il pannolino e lei ha ricominciato a fare tutto addosso, voleva il ciuccio, cosa che lei non ha mai preso e quando allattavo sua sorella lei piangeva disperata perché voleva stare con me.

Allo stesso tempo però ha consolidato ancora di più di quanto non lo fosse già, il rapporto con il suo papà e questa per noi è stata un ancora di salvezza ma anche un’arma a doppio taglio.

Quando io tenevo in braccio sua sorella lei si avvicinava al papà e per qualsiasi necessità andava da lui. Allo stesso tempo però quando lui non c’era per me iniziava l’incubo perché lei si svegliava di notte urlando disperata in cerca del suo “papà amore” , senza darmi alcuna possibilità di calmarla e quando si svegliava al mattino e non lo trovava perché era uscito presto per andare a lavoro, si metteva davanti alla porta di casa e restava lì a piangere chiamandolo invano.

Ora questa fase è finalmente passata, lei gioca tranquillamente con sua sorella, la riempie di baci, è dolce, gentile e premurosa, tolti i momenti in cui senza rendersene conto la stritola per baciarla o quando le vengono i cinque minuti e decidere di spingerla via perché non deve toccare le sue cose.

Insomma permettetemi di dire che al terzo tentativo avrei voluto un bel maschietto, avete presente quei bambini mammoni, attaccati alle loro mamme come delle cozze? Ecco proprio così, un bel maschietto che mi chiamasse “mamma amore”.

Invece avrò con me tre bellissime principesse che anche se non mi chiameranno “mamma amore” saranno sempre la cosa più bella che potesse capitarmi nella vita.


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